Month: September 2007

  • Del sapore secretato.

    Il mio piacere. La tua dannazione.
    Qui, ora.

    C’è un problema, perché dopo il risveglio dal lungo sonno qualcuno deve avermi toccato i capelli. E quindi ora c’è tutto un groviglio di sinapsi che sembra un hard disk con i settori danneggiati. Dico, una di quelle situazioni in cui le memorie ci sono, sì, ma sono così ingarbugliate ed inconcludenti che non riescono a riaffiorare in modo comprensibile, per quanto ci si sforzi. Che poi non si sa mai bene perché, c’è chi può pensare ad uno sbalzo di tensione, chi ad un urto troppo forte. Però è successo, ecco.

    E in questi casi l’unica cosa da fare è sovrascrivere. Già. Sovrastare i veli di un metatempo che sembra allontanarsi a dismisura ad ogni passo. Da qualche parte qualcuno si culla in letti sconosciuti, qualcun altro si affida a braccia donate dal caso. Io invece guardo le gocce traboccare, perdersi in mille fumi verso ogni direzione. Inspiro i dolci vapori di una piccola tisana della buonanotte, che riscalda occhi lucidi e viscere intorpidite, pizzica labbra arrossate dal freddo, culla i buoni ricordi. Lieve brivido contento.

    Domani, forse, sarà un risveglio ancora più dolce.

  • Inconnu maudit.

    Cos’è successo?

    Con rigore maldestro ti lanci contro il vetro, scivoli raschiandoti contro il muro ruvido. Vorresti correre, correre, con una mazza stretta fra le mani, stretta da far male, arrivare contemporaneamente lì, e poi lì, e nello stesso tempo in altri quattro posti, prendere tutto ciò che c’è di solido, stolido, apparente e mendace, e frantumarlo al più presto. Prima che arrivi sera. Primi che arrivi giorno. Fa lo stesso, purché lo si faccia presto. Perché è lì sotto la trama pura, o forse no.

    Cos’è successo?

    Nausea. Lancia pure segnali qualsiasi verso un destinatario inesistente. Prenditi una cazzo di nuvola tutta per te e guarda dall’alto, la vedi? Riesci a scorgerla? Ovviamente no. Torna coi piedi per terra, alza lo sguardo e scruta le stelle. La vedi? Riesci a distinguerla? Ovviamente no. Forse avresti bisogno di un telescopio più potente? O più semplicemente non credi finalmente che quello che cerchi non ci sia? Non è mai esistito. Forse esisterà.

    Cos’è successo?

    Corri, corri ancora. Che altro ti resta? Scappa via, finché sei in tempo. Credi di farcela? O forse più semplicemente, voltati un ultima volta e dagli contro, di testa. Si tratta di un rischio accettabile.

    Ma non è successo niente.
    Non succede mai niente, a conti fatti.
    Finché non gli si vien detto non può esser pensato.
    Finché non può esser pensato non può essere esistito.

    Ma qualcosa c’è, perché
    c’è il suo pensiero.
    Ed è un piccolo,
    inarrestabile
    tormento.

  • Capture The Flag.

    Spara. Cazzo, spara!
    Ha-ha. Fregato!

    Le piccole noie si sciolgono.
    In una mozzarella di bufala.
    In una bruschetta.
    In un deathmatch.
    In nickname dal sapore variabile.
    In una figuraccia evitata in tempo.

    Continua allegria.
    Inenarrabili risate.

  • Stiamo lavorando per voi.

    Pioggia.

    È così bello quando arriva la pioggia.
    Ok. Ma quando arriva ‘sta pioggia?

    Insomma, pioggia, pensaci. Sei un po’ stronza.

    Lo sai che ti stimo moltissimo, anche quando mi hai fatto sfracellare la macchina pattinando meglio di Michael Jackson ai tempi del moonwalker. E sai anche che adesso non posso neanche più canticchiare «il traffico peggiora quando c’è la pioggia / e tutti si trasformano in guidatori stanchi / guidatori funky / fanculo a tutti quanti» che arrivato a «mi tagliano la strada mentre sono in moto» mi succede puntualmente qualche casino.

    Però ti stimo, te l’ho detto.
    Anzi, ti dirò di più, forse provo pure una certa affezione per te.
    Dico, mi è anche dispiaciuto quando sei sparita.
    Però, mi dicevo: ok alla fine tornerà prima o poi.
    Non avrei mica pensato che te ne saresti andata per tutta l’estate! Oh, manco una cartolina! E poi che fai? Quando meno me lo sarei aspettato fai la tua apparizione in grande stile. Per appena 5 minuti. Lasci uno smerdone sabbioso e poi scappi via. Peggio di Paris Hilton.

    Così come ieri. Sembravi finalmente rinsavita. E invece, tempo un’oretta e già più nulla.

    Allora, ti dico, parliamone. Ormai è arrivato il momento di tornare. Ok, fra un po’ di anni qui sarà tutto deserto (e pensare che una volta era tutta campagna!), però non è che devi anticipare necessariamente i tempi, eh? Che ne so, pensa ai percochi. I percochi quest’anno facevano anche un po’ schifo, perché ovviamente in tua assenza i contadini avran pensato bene di usare qualcosa tipo acqua di fogna per non sprecare l’acqua potabile. Mmm, percocainurine.

    Immagina.
    Arrivi te in gran carriera per, chessò, 2 giorni.
    I contadini son contenti.
    I carrozzieri e le assicurazioni pure.
    I venditori d’abbigliamento pure.
    I lavamacchine e i lavavetro pure.
    Laviamo un po’ il macadam, che sarebbe anche il caso.
    E io mi metto come nella pubblicità del Magnum alla finestra a rimirare i rivoli d’acqua scorrere sul vetro, e anziché pensare "azz, domani mi toccherà pulire", mi schiafferò ‘sto coso in bocca e tirerò un morso voglioso.
    La mia macchina finirà sicuramente più pulita di quanto lo sia adesso, e non è da poco.
    Poi lo sai che siamo dei tipi depressivo-invernali, quindi saremo in tanti ad esser contenti.
    E poi, se la temperatura si abbassa, posso ricominciare finalmente a mettere qualche cazzo di maglioncino che mi copre la trippa, che andare avanti a magliette nere con rigature bianchicce di sudore mi sta cominciando a fare anche un po’ schifo, eh?

    E poi sopratutto sto aspettando te per far partire l’iniziativa autunnale che farà contenti grandi e piccini della blogosfera (o almeno credo). E solo pochi eletti sanno in anteprima di cosa si tratta. E però questi pochi eletti giustamente si staranno rompendo anche un po’ ad aspettare.

    Quindi
    in sostanza
    muoviti!
    Oh.

    Prima che vada a dire in giro che te la intendevi con quello smottamento lì.
    E sai di cosa parlo.

    Baci.