One head down.

I had to (temporarily?) shut down the proxy to The Pirate Bay I had set up some time ago. Reason is that I’ve received a Cease & Desist letter from BREIN, a dutch anti-piracy NGO, and I need to figure out what I should actually do with it.

Briefly, BREIN has managed to get the dutch court impose the providers like XS4all and Ziggo to prevent access to TPB, and later managed to force the Dutch Pirate Party to shut down their proxy; so obviously they don’t really like that the sites listed on PirateReverse.info are working this around either. So they’ve sent letters all around asking to shutdown the pages. If not even the servers. I also suspect that my provider (3ix) has been approached, and hence attempted to shut down the page on their own initiative without even having the kindness of letting me know.

I’ve asked around for some advice, like the US and International Pirate Parties and of course they guys at PirateReverse.info as well, and most of them are pretty confident that, especially since neither me or the servers are Dutch, I shouldn’t care. But to be honest I don’t have time to get sued, so better play on the safe side for the moment while I seek some proper legal advice on the case.

Should I turn it back up, I’ll keep you updated. For the moment, please use any of the other proxies listed on PirateReverse.info.

The Hydra Bay.

The Pirates came up with a nice, simple project to bypass the restrictions imposed by several countries (like Italy, but now also UK) in accessing The Pirate Bay.

The project is called The Hydra Bay, and – as the name suggests – it aims to create such a huge constellation of continously-blooming proxies that it will be quite hard to block them all.

There are two ways to set up the proxy, one is using nginx (badass), the other one is uploading a PHP script that needs just a little tune-up (easiest one, i.e. my choice).

My two cents are here: http://mc2dn.name/thehydrabay/. Use it freely, hoping that they won’t shutdown the whole website. :)

Non ci sono perché sto cercando finalmente di leggere un sacco di libri interessanti, come questo.

Comincia a mettere in discussione l’autorità.

Questo non vuol dire ribellarsi a, rovesciare o ignorare l’autorità. Significa ascoltare cosa la figura/organizzazione autoritaria ti dice e scorgerne le vere motivazioni. Come qualsiasi artista della truffa sa bene, la prima cosa da fare per far sì che qualcuno faccia quello che vuoi è nascondere le vere motivazioni, dando l’impressione che sia per il loro bene. Mettere in discussione l’autorità, quindi, significa nient’altro che chiedersi come la figura o organizzazione autoritaria trarrà beneficio da quello che ti chiedono di fare.

Ci sono tre possibili motivi per cui una figura o organizzazione autoritaria ti chiederà di fare qualcosa:

  • È davvero per il tuo bene.
  • È tutto quello che sanno al momento.
  • È per il loro bene, non per il tuo.

I genitori, per esempio, non dicono certo ai bambini di mangiare verdura perché vogliano torturarli o farli sentire infelici, ma perché seguire una dieta equilibrata è buono per loro, indipendentemente da quanto le rape o gli spinaci possano essere brutti da mangiare. Allo stesso modo, i governi informano i cittadini su come sopravvivere ai disastri naturali o evitare pericoli quando si viaggia all’estero, perché queste informazioni sono davvero finalizzate alla sopravvivenza. I genitori possono avere anche un tornaconto nel volere i propri figli più sani, dal momento che una carota o un sedano costa meno di un hamburger con patatine, ma i motivi economici sono secondari rispetto alla salute dei propri figli. Allo stesso modo, i governi traggono sicuramente beneficio nell’accertarsi che i cittadini che pagano le tasse restino vivi (e paganti), ma questo è secondario rispetto al motivo principale, quello della pubblica sicurezza.

Più spesso di quanto si ammetta, le autorità hanno a cuore il bene comune, ed ecco perché ribellarsi a prescindere contro qualsiasi forma di autorità è controproducente: se per esempio ignorassi il semaforo rosso per protesta contro l’ingerenza dell’autorità, finiresti per fare un incidente d’auto che causerebbe danni a te e agli altri, piuttosto che all’autorità.

Ma ovviamente, le figure o organizzazioni autoritarie non sono sempre così pure di cuore nelle loro intenzioni, e questo è il motivo per cui è importante mettere in discussione l’autorità. Altre volte, semplicemente, le autorità non hanno idea di quello che stanno facendo, e perciò se segui i loro ordini a prescindere sarai tu a pagarne le conseguenze, non loro.

Per esempio, quando il governo statunitense espose i soldati alle esplosioni atomiche negli anni ’50, non avevano certo intenzione di lasciare che i soldati morissero di leucemia dopo alcuni anni. A quel tempo i governi stavano studiando gli effetti dell’atomica sulle forze armate tradizionali, perciò presero le precauzioni che ritenevano necessarie per garantire la sicurezza dei soldati. In questo caso, i governi agirono per pura ignoranza. Tuttavia, il fatto di nascondere in seguito i risultati dei test per evitare di accollarsi la responsabilità di quanto accadde ai soldati fu evidentemente intenzionale e maligno. L’ignoranza può essere scusata solo se accompagnata da un’assunzione di responsabilità, ed è qualcosa che alcune autorità non fanno mai. Dovresti sempre chiederti non solo cos’è che l’autorità ti chiede, ma prima ancora chi è che ha l’autorità per chiedertelo e perché.

Ancor più spaventoso è quando le autorità agiscono puramente a loro beneficio, nel momento in cui finiscono per rubare, torturare o uccidere. […] Le aziende del tabacco possono spendere quanto vogliono in pubblicità anti-fumo, ma continuano pur sempre a fare affari vendendo sigarette. Gli Stati Uniti possono sentirsi giustificati nell’usare la forza militare nel promuovere la democrazia in Iraq, ma stranamente deve ancora mandare i Marines a promuovere la democrazia in Arabia Saudita. I radicali islamici possono portare avanti una lotta contro le dittature pro-Occidente, ma intanto fanno esplodere musulmani innocenti con le loro autobombe. Madre Teresa potrà pur aver fatto qualcosa degna di biasimo, ma nessuno può negare che abbia provato a fare del suo meglio. […]

Troppo spesso le buone azioni nascondono cattivi intenti.
Ecco perché devi sempre mettere in discussione l’autorità.
Se non lo fai, diventi parte del problema.
O, come si direbbe in tribunale, un complice.

(Liberamente tradotto da: Wallace Wong, Steal this computer book 4.0, 2006)

A brief history of a generation.

When we were young, they used to tell us: «Son, you better study, or you’ll be a nobody in your life».

And so we did. After having spent years studying hard, they said: «Don’t you know that a degree is just a useless piece of paper nowadays? You should have rather learned how to work!».

And so we did. After having learned some profession, they told us: «What a pity though, all that study wasted to learn such a crappy job?».

We got sick of that, so we gave up.
But since we gave up, we got left without a cent.
So we started to hope again, hopeless.

At first we were too young and without any experience. Then, after just a while, we were already too old, with too much experience and too many qualifications. Eventually, we managed to find a job anyway. Piecework. Non-payed annual leaves, no illness, no Christmas bonus, no severance pay, no trade unions, no rights. Yet, we struggled to defend that non-job. We had no children, for an obvious sense of responsibility, and we grew up.

Hence, looking down onto us from their wealthy jobs, easily found in the 60s with just a scrap of a diploma or even less (when life was really easy-winning), they said: «You little spoiled brats, when will you stop being mummy’s boys and have your own family?». And in the meantime we were paying for their retirement pensions, while definitely saying farewell to our ones.

So we did, we reproduced; but then they told us: «What are you doing? You bear children without any certainty, any job with a permanent contract? Don’t you feel irresponsible towards them?».

At that point we couldn’t kill them, I guess.

So we emigrated.
We went somewhere else, looking for a safe place somewhere in the world.
We found it. We felt fine. We felt home. Finally.

But one day, at that very moment we couldn’t expect it less, the “Italia system” failed, and everyone got screwed.

Hence they told us: «Why haven’t you done anything to prevent it?».

At that point we couldn’t do anything else.

«Fuck off!», we replied.

(translated from: Torto O.G., Breve storia di una generazione)

Orgasmo al cioccolato (aridaje).

Ci voleva un po’ di crack per festeggiare l’anno nuovo.
Peccato che quelli di BlogBabel si siano un po’ incazzati per questo scherzetto.
Ma mi sa che son gli unici.
Per Technorati per esempio un’authority è per sempre.

Vabè.
Intanto ringrazio blazar per la fantasticherrima idea. Che all’inizio avevo pensato che fosse una puttanata, e invece poi ne ho colto il potenziale sovversivo. Bravo. Terrorista islamico anarcoinsurrezionalista infame. E pure comunista. Ti mando tutta la Chiesa e il Partito delle Libertà sul tumblr.

In ogni caso que viva siempre el PageRank.
Perché una parola non è buona se non è famosa.
Anche se non è sempre detto che non sia famosa solo perché non è buona.

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MMMMMMMMM?MM,MMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMM.MMMMMMMMMMM
MMMMMMMMMNMM:MMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMM.MMMMMMMMMMM
MMMMMMMM8MMM.MMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMMM:MMMMMMMMMMM

Ah, butto qui un’altra chicca: non metto il bannerino perché non mi piace, ma credo che chiunque sia avvezzo alla stabilità della piattaforma su cui noi tutti abbiamo l’infinito piacere di postare, si sentirà profondamente commosso leggendo la serie: Splinder: il mio cervello è in manutenzione.

A volte fa bene far capolino fuori, indubbiamente.

Warning: boring stuff follows.

Riprendendo un certo discorso.

Per la prima volta una minoranza di questo gregge da quasi sessanta milioni di componenti ha dimostrato all’intero Paese che non è lo Stato a detenere il potere, bensì il Popolo.

No, detto così sembra una sciocchezza demagogica.

Allora immaginate un gruppo di persone che si occupa di un servizio chiave nell’economia internazionale e decide di protestare. Si ritrova contro i poteri forti che, in blocco, minacciano precettazioni, interventi armati, denunce per interruzione di pubblico servizio, richieste di risarcimento. Ma questo gruppo, forte della propria disperazione, prosegue. Ancor più incazzato. E sa che tutte queste minacce non servono assolutamente a niente, le fanno perché hanno paura. Hanno paura di dire a tutti: «sì, è vero, non siamo noi a detenere il potere, facciamo finta perché approfittiamo del fatto che siete una massa di imbecilli e credete che davvero non si possa fare altrimenti. Non è lo Stato, non è la Legge, sono gli Autotrasportatori».

Ma, ovvio, gli Autotrasportatori non sono di certo un potere.
[Sarebbe come mettere Ali G nel parlamento inglese.]
Il loro potere dura appena il tempo di uno sciopero compatto.

Ma uno sciopero compatto lo potrebbero fare anche, non so, gli operai metalmeccanici di tutt’Italia per evitare la solita ennesima morte bianca, l’ennesimo vermicello abbrustolito. Oppure, chissà, tutti gli operatori delle telecomunicazioni. Che differenza c’è? Sono meno vessati? Meno incazzosi? Forse se la spassano meglio di quei poveri sfigati dei camionisti?

Allora certe checche isteriche e certe altre vecchie fighette dovrebbero riflettere sulla loro assoluta incapacità sociale nel comprendere che il non poter mostrare il solito sfarzo natalizio in tavola, o il non poter fare la gita fuori porta per far guardare ai bimbi la neve, non è una maledizione mandata dal Signore Iddio, né dal Governo Ladro. Piuttosto è la dimostrazione che davvero, a volte, si potrebbe smuffire un po’ di vecchiume democratico. Senza rivoluzioni e senza sangue.

[Certo che molti hanno decisamente passato il segno.
Dovrebbero metterli a spostar chiesette, piuttosto.]

Censr.


(Source: MattJR on Flickr)

C’è forte fermento nella comunità degli utenti Flickr.
Gente che annulla la sottoscrizione, che rimuove le foto (o non le posta più), che categorizza paesaggi innocenti come pornografici, e fotomontaggi d’ogni sorta. Gente disdegnata, arrabbiata, sarcastica, e tanto altro ancora.

E c’è un messaggio tradotto in tante lingue che spiega la faccenda.

If your Yahoo! ID is based in Singapore, Germany, Hong Kong or Korea you will only be able to view safe content based on your local Terms of Service so won’t be able to turn SafeSearch off. In other words that means, that german users can not access photos on flickr that are not flagged "safe"… only flowers and landscapes for germans…

Tradotto: da quando Flickr è stato agguantato da Yahoo! il Web 2.0 sta andando un po’ a farsi benedire. E devi essere bravo a moderarti da solo, se no son botte.

E finché si trattasse di Singapore, Hong Kong o Corea potremmo almeno farcene una ragione: da anni si sa che nell’area cinese le attività di censura sono all’ordine del giorno (con aziende schifosamente conniventi come Google).

Ma la Germania.

Cazzo, dico, la Germania?

Cioè.
Se uno è tedesco è uno sfigato.
Uno sfigato, capite?
Non può vedere un culo come tutti gli altri.
Anche se è un culo bellissimo.
Anche se è arte.

Mi chiedo cosa stia aspettando il Vatican…
Argh, no, scusate!
L’Italia.

Part deux: update (11/07).

Non mi biasimate, adesso userò termini astrusi e tanti link.

Dopo aver scoperto con piacere che il mio blog, insieme a tanti altri, sembrebbe sia bloccato dal firewall cinese secondo questo sito (ringrazio ipsediggy), volevo partecipare quantomeno all’iniziativa Adopt-a-blog. Si tratta di ospitare blogger cinesi su propri siti o propri server, in modo che possano avere uno spazio dove non siano costretti a dover fornire le proprie generalità (reali), come richiesto dal governo cinese.

E cosa scopro?
Che i DNS non risolvono www.adoptablog.org.
E non mi risulta il classico errore "non-existent domain"
(e ci mancherebbe, il dominio esiste eccome, l’ho controllato col WHOIS).
Sapete che è successo?
Non mi è mai capitato di avere come errore "server failed".

E non sto parlando di quei zozzoni dei server DNS italiani, collusi con la mafia dei gioco d’azzardo monopolista e altre porcate simili, e che comunque ho provato. Già da tempo infatti uso dei server che dovrebbero essere, a detta del nome, "open".

Ma, come diceva la Guzzanti, «eccheccosadobbiamoandareappenzare?».

Vabbè, mo’ lancio un messaggionellabottiglia: as I can’t reach the Adopt-a-blog website, if any blogger that would like to be "adopted" reaches this message by luck, please contact me at thelegs@gmail.com, including "adoptablog" in the subject.

Voi magari provate a fare un salto su quel sito, che magari mi sbaglio.
Del sito comunque ne ho vista traccia nella cache di Google.
Piccola consolazione.

Stanotte Dio ha telefonato in America.

– Pronto?
– Pronto, sono Dio.
– Ehm… ma non doveva essere Satana?
– In che senso?
– Non è uno scherzo dello Zoo di 105?
– Mi sta prendendo in giro?
– Potrei dire lo stesso, scusi.
– Senta, ma secondo lei, con tutto ‘sto riserbo sui numeri di cellulare, ‘sta privacy qua e privacy là, come potrei mai conoscere il suo numero (che tra l’altro chissenefrega, mica la sto chiamando davvero), considerando che lei stesso se l’è comprato apposta apposta per darlo a pochissimi eletti?
– Beh, il fatto è che l’ho dato alla Luisa – sa, la brunetta no? – e si sa, quella è un po’ bocca larga…
– Senta, mi sta facendo innervosire, e se ha letto l’Antico Testamento sa benissimo cos’è successo quando mi son girati un po’ i chitarrini. Allora, le dico subito: c’è questo sito…
– Un attimo, mi chiamano sull’altro… Pronto? Ehi ciao Luisa! Ma si può sapere che hai combinato? Hai dato l’altro numero a qualcuno per caso? No, lo so, lo so… ma sai cos’è, sto parlando proprio adesso con un mezzo matto nevrotic…
– NON SONO MATTOOOOAAARGH!
– …vabbè senti Luisella bella forse è meglio se ti richiamo più tardi… no è che sto tipo urla… devo cercare un modo per sbolognarmelo, sennò questo mi richiama… mmm sì, a dopo. Sìpprontoo?
– Ecco, sì, pronto, alloraledicev…
– Nonononomiascoltibenelei, come si permette di urlare in questa maniera?
– M-ma mi scusi, è che lei…
– Lei è uno screanzato! Mi dica cosa vuole e finiamola!
– M-ma glielo stavo per dir… vabbè, c’è questo sit…
– Dio sa quanta pazienza sto avendo con lei!
– Ancora?! Sono IO quello che sa quanta pazienza sta avendo, e non solo LEI, ma soprattutto IO, che potrei mandarle Azrael e farla friggere in quattro e quattr’otto!
– …
– Taci ora eh, mortale?
– Fa brutto, fa…
– Allora senta, mi faccia parlare: deve chiudere un sito.
– Che sito?
noblogs.
– Ma è scemo?
– Scemo sarà lei! Faccia quello che le ordino.
– Allora, a parte che qua siamo in America e ognuno può fare un po’ quello che cazzo gli pare e lei non mi ordina proprio niente, io noblogs non lo posso chiudere.
– E perché?
– Perché non c’è motivazione. E perché questo suo accento italiano di merda mi maldispone.
– Miinghiaddammillarrobb… no mi scusi. La motivazione è semplice: è un focolaio pestilenziale di sovversivi che effettuano indagini nei confronti dei miei ministri.
– Ma mi spiega perché il clero è una casta che non si tocca neanche con un po’ di sana satira? Che palle voi italiani.
– Senta, non è questo. C’è clima di forte tensione nel nostro paese. Non ci si può fidare di nessuno. Secondo lei uno che dice: «Il Sismi da me diretto, mai, dico mai, ha svolto attività non consentite, tanto meno nei confronti di uomini politici, di magistrati o di giornalisti», non potrebbe voler forse dire che le attività oggetto dell’accusa le ha sì svolte, ma erano in realtà più che consentite? C’è una corsa allo screditamento altrui con modalità poco consone, e il gioco che questo sito tenta di difendere ne è l’ennesimo risultato.
– Senta lei, io non so nulla di queste cose. Qui siamo in America, e anche qui ce n’è per tutti i gusti. Comunque mi ha scocciato, io sto sito lo blocco ma poi ve la vedete voi con quelli di Autistici/Inventati.
– Non si preoccupi. Gli dica che ho chiamato io.

Per fortuna ora va un po’ meglio, e il videogioco Operazione: Pretofilia è di nuovo online.
God (un altro God, probabilmente) Bless America.