Random Cisco geekery, issue 5: A VPN between a Cisco EPC3925 and a FRITZ!Box 7270.

I’ve struggled quite a bit to get these two devices together, mostly because the parameters on the FRITZ!Box are not documented, so it was hard to make them match with the Cisco device. But eventually I’ve managed to, so I’m happy to share the parameters.

Here we go.

First of all, here we assume that you are using dynamic IP addresses, in which case you need to use a dynamic DNS service to get it done (eg. DynDNS, No-IP, or your own solution).

Let’s say that the location using the FRITZ!box is using fritz.dyndns.example and the local subnet is 192.168.0.0/24, and the Cisco router is using cisco.dyndns.example and the local subnet is 192.168.99.0/24.

What to do on the FRITZ!box?

Create a file with this:

Replace all the lines with a comment at the end with what suits your situation. Once ready, open the control panel of your FRITZ!Box, go to Internet > Permit Access > VPN, and upload the file you’ve just created, then go to Import VPN Settings.

What to do on the Cisco EPC3925?

Go to Security > VPN, and create a new Tunnel with whatever name you like.

  • Local Secure Group: put your local subnet (192.168.99.0)
  • Remote Secure Group: put your remote subnet (192.168.0.0)
  • Remove Secure Gateway: the remote FQDN (fritz.dyndns.example)
  • Key Management:
    • Key Exchange Method: Auto (IKE)
    • Encryption: DES
    • Authentication: SHA1
    • PFS: Enable
    • Pre-Shared Key: your VPN password (your_shared_key)
    • Key Lifetime: 3600

Now click Save Settings, then go on Advanced Settings and set this:

  • Phase 1:
    • Operation Mode: Aggressive
    • Local Identity: the local host Name (cisco.dyndns.example)
    • Remote Identity: the remote host Name (fritz.dyndns.example)
    • Encryption: 3DES
    • Authentication: MD5
    • Group: 1024-bit
    • Key Lifetime: 28800
  • Phase 2:
    • Group: 1024-bit

Save the settings, cross your fingers and your toes and click on Connect.

Homebrew your own Dynamic DNS system with cPanel and PHP.

Hello. The geeky pill of today is about how to get rid of DynDNS and feel like those punks when they make their DIY t-shirt with a political message on it. Or something like that.

See, many providers nowadays are providing hosting based on cPanel and a certain number of subdomains that you can set up through the front end. What you may learn today is that cPanel also offers an API that could let you do this automatically.

The API calls themselves are quite easy to understand and apply, but the troublesome part was about the authentication. Now, cPanel actually does offer several ways to connect, but the only one that really worked for me was the first one, which goes like this:

  1. Log into the cPanel API;
  2. Once you get redirected to the front end, you get a URL like this: http://mc2dn.name:2082/cpsess1234567890/frontend/x3/index.html
  3. Take the cpsess value from that URL;
  4. Make your API call using the cpsess value, for example: http://yourdomain.example:2082/cpsess1234567890/json-api/cpanel?cpanel_jsonapi_module=ZoneEdit&cpanel...

As a starting point I’ve used a great blog article, which provides also a ready-made PHP script with everything set to go (and this will be your primary point of reference to set the whole thing up, actually). The only problem with that solution is that the request is based on one of the several authentication systems that my provider wasn’t allowing for some reason. In order to work around it, I’ve basically instructed cURL to behave like a browser.

Continue reading

Ant #8: Mina.

Ci pensi mai alla solitudine? A quando sei da sola sul tram, con le tue cuffiette del cazzo per proteggerti dalla gente intorno, che però ti guarda, ti fa sentire così scomoda, anche quando ti schermi dietro i vestiti più grandi che puoi? Quella gente non ti conosce, non ti pensa, quella gente pensa ai fatti propri, e tu sei solo una formichina in mezzo ad un mare di formichine che passano senza lasciar traccia. Ma tu lo sai che le formiche la lasciano eccome, una traccia. Un segno. Un contributo. E quelle intorno a te lasciano contributi fastidiosi, che ti toccano senza toccare, che graffiano senza far male. Queste cazzo di formichine ti hanno già osservato, giudicato, messo in relazione, e in quel momento le cuffiette non ti bastano più, serve qualcos’altro. Qualcun altro. E quindi, Mina, ci pensi mai alla solitudine?

Ant #5: Sara.

Sara si è vestita di tutto punto.

Sneakers nuove,
Calze nere,
Gonna verde smeraldo,
Camicia bianca,
scollata il giusto necessario,
E un coprispalla nero.

Ha un pendente d’argento che doveva far rima con gli orecchini, ma ha avuto un ripensamento all’ultimo secondo, e ha optato per un paio viola, che rimandano al reggiseno. Di pizzo. Che nessuno vedrà. È proprio quello il punto.

Sara è annoiata.

Questa festa fa schifo,
I suoi amici sono già ubriachi,
E non c’è nessuno di interessante.

Soprattutto,
non c’è Nico.

Sara vuole tornare a casa.
Appena finisce ‘sta birra.
Anche se, magari.

Ant #4: Pavel.

Di tutte le cose belle del venerdì sera, quella che piace a me è tornare a casa a piedi. Le luci della città sono calde, fioche. Mi siedo su una panchina in cima al castello e guardo la vita scorrere lenta laggiù. Formichine. Stanche, ma ancora indaffarate. Sempre indaffarate.

Mi si accosta un tipo.
– Hai una siga?
– Certo, tieni.
– Ci facciamo una cannetta?
– Ok.

Io e Tizio,
seduti su una panchina,
a fregarcene del vento.

Ant #3: Stan.

Non riesco a sopportare quelli che riescono a fare quelle robe illegali lì. Tipo quando uno parcheggia sulle strisce e poi va a casa tranquillo. Madonnasanta quanto mi fanno incazzare.

L’altra sera ho chiamato la Polizia, ho dovuto insistere un po’ ma alla fine hanno portato via la macchina. Stamattina mi sono ritrovato la buca delle lettere piena di merda. Nunzia dice che è una coincidenza, qualche ragazzino che ha alzato troppo il gomito. Ma io lo so che è stato lui, il tizio delle strisce. Ha proprio la faccia da stronzo mafioso.

Ant #2: Vera.

Vorrei una casa sul mare. Lontana da tutti. Vorrei solo il suono delle onde, il fruscio dell’erba, i gabbiani. Sono troppo stanca e troppo sola per andare. E ho troppa paura di questo posto per restare. La sera non dormo. La settimana scorsa sono entrati in casa mentre dormivo. Zingari, di sicuro. Ogni volta che sento un rumore mi affaccio alla finestra, o alla porta, con un coltello più pesante della mia mano. Se qualcuno mi attaccherà, non mi servirà a niente.

Lui.
Penso a lui e piango.
Lui mi faceva sentire al sicuro.
Ora sono in balìa delle onde.