Fortasse fortior fortuna.

Vertigine. Un vaso di Pandora che esplode come uno splendido fuoco d’artificio nel cielo. Nero uniforme, pronto ad accogliere questo disegno luminoso. Chiudo gli occhi. Non voglio guardare. Voglio sentire. Solo sentire le labbra schiudersi e le forze fingere di abbandonarmi. Stringimi forte e strappa il velo. Stringimi forte e lavami. Spazza via con soffio tutto il castello di carte che ho costruito con cura. Fammi cadere. Voglio cadere. Voglio guardare cosa c’è in fondo. Per poi risalire, stanco. Dammi in pasto il tuo cuore. E poi la tua anima. E poi la tua essenza. E poi dammi in pasto te, e non dimenticare nulla. Così sarò più forte, e quando sarò più forte potrai stringermi ancora più forte e farmi piangere e urlare ancora più forte, e più forte sarà il bisogno di sentire il tuo calore, e più forte vorrò mandarti via, così più forte vorrò incatenarti a me.

5 thoughts on “Fortasse fortior fortuna.

  1. Distruzione, rinascita, estremizzazione del contatto per sentire la consistenza di un corpo che a tratti potrebbe sembrare non esista, e poi di nuovo rinascere e catarsi finale : la creazione del legame invisibile che esiste fra creatore e creatura.

    Beh, queste sarebbero le prime psicocazzate che mi vengono in mente adesso ad una prima lettura.

    Intuisco significati più reconditi ma ho preso un solo caffè finora.

    Bella la metafora alimentare.

    [ On air :Falling down – Hybrid. ]

  2. MercedesColomar, è come gettarsi senza paracadute per vedere se sotto c’è un materasso gigante.

    Avira, dipende… :)

    aridela, nà, non sono psicocazzate, è la tua interpretazione e io sono sempre curioso di vedere cosa suscitano questi fiumi di parole, quando capita.

    Gnama, sei perdonata, anch’io non ho mai il tempo di cagare il vicinato blogghereccio manco per sbaglio, ultimamente :/

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